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Pompe di calore: funzionano davvero o è solo marketing caldo-freddo?

2025-10-23 09:14

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Pompe di calore: funzionano davvero o è solo marketing caldo-freddo?

Scopri se le pompe di calore sono davvero miracolose o solo un “bluff” ben confezionato: ecco come funzionano, quanto fanno risparmiare e se convengono davvero.

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Immagina una macchina che prende energia dall’aria, dall’acqua o dal terreno e la trasforma in calore per riscaldare casa (o in freddo per rinfrescarla) — e tutto questo con una signorile efficienza che farebbe arrossire il più diligente dei termosifoni a gas. Sì, stiamo parlando delle pompe di calore. Ma funzionano davvero come promettono in quei dépliant con le foto patinate o è tutta una trovata di marketing “caldo-freddo”? Spoiler: funzionano — ma non sono una bacchetta magica. In questo articolo ti spiego tutto: come funzionano, quando conviene metterle, come scegliere il sistema giusto, errori da evitare, costi, incentivi (sì, quelli che sembrano miracolosi) e le scuse più comuni che sentirai quando le proponi al tuo vicino. Con ironia, ma con dati e consigli concreti.

1. Come funzionano — spiegato senza parole da ingegnere (ma con senso dell’umorismo)

La pompa di calore è fondamentalmente una macchina termodinamica che sposta calore da un luogo freddo a un luogo caldo usando un circuito refrigerante, un compressore e uno scambio termico. È lo stesso principio del frigorifero, ma al contrario: invece di buttare calore fuori dal cibo, lo prende dall’aria/terra/acqua e lo porta dentro casa.

Componenti principali:

Evaporatore: assorbe calore dalla sorgente esterna.

Compressore: aumenta la temperatura del refrigerante.

Condensatore: cede il calore all’impianto di riscaldamento.

Valvola di espansione: riduce la pressione del refrigerante e riparte il ciclo.

Le pompa di calore non “creano” energia dal nulla: la moltiplicano. Se dai 1 kWh di energia elettrica a una pompa con COP di 3, ottieni circa 3 kWh termici.

2. Tipologie principali — scegli la famiglia giusta (non è una soap opera, ma quasi)

Aria-acqua (o aria-aria): prende calore dall’aria esterna. È la più diffusa e la più semplice da installare. Funziona bene fino a temperature esterne moderate; con climi freddi serve tecnologia inverter e modelli progettati per basse temperature.

Geotermica (sorgente terrain-acqua o terreno-aria): sfrutta il terreno o l’acqua di falda. Più efficiente e stabile perché il sottosuolo mantiene temperature costanti, ma ha costi d’installazione più elevati (sonde geotermiche, perforazioni).

Acqua-acqua: usa l’acqua di falda o laghi — molto efficiente ma richiede condizioni idrogeologiche adatte e autorizzazioni.

Ibride: affiancano la pompa di calore a una caldaia a gas (o altro), intervenendo ciascuna quando è più conveniente. Utile per ristrutturazioni progressive.

3. COP, SCOP, SPF: l’alfabeto del risparmio

COP (Coefficient of Performance): rapporto istantaneo tra potenza termica resa e potenza elettrica assorbita. Es.: COP = 3 significa che con 1 kW elettrico ottieni 3 kW termici.

SCOP (Seasonal COP): rappresenta l’efficienza media durante la stagione di riscaldamento, tenendo conto delle variazioni di temperatura. È più realistico del COP istantaneo.

SPF (Seasonal Performance Factor): termine simile a SCOP, talvolta usato in contesti internazionali.

Importante: il COP varia con la temperatura della sorgente esterna e con la temperatura di mandata dell’impianto. Più alta è la temperatura richiesta dall’impianto (es. termosifoni a 70 °C), più l’efficienza scende. I sistemi a bassa temperatura (pavimento radiante, ventilconvettori a bassa temperatura) massimizzano l’efficienza della pompa.

4. Convinzioni vere e false (smontiamo i miti)

Mito 1: “Le pompe di calore non funzionano quando fa freddo.”
Realtà: le pompe moderne funzionano anche a −10 °C o meno, soprattutto i modelli “cold climate”. La loro efficienza diminuisce con il freddo, ma spesso rimane comunque conveniente rispetto ad alternative fossili. In climi estremi o con esigenze di alta temperatura, si valuta un sistema ibrido o integrazioni elettriche.

Mito 2: “Consumano troppa elettricità.”
Realtà: se la pompa ha SCOP alto, l’energia elettrica consumata per kWh termico prodotto è molto inferiore a un sistema elettrico diretto. Convenienza finale dipende dal rapporto prezzo elettricità / prezzo combustibile alternativo e dall’efficienza del sistema sostituito.

Mito 3: “Serve una casa super-isolata.”
Realtà: una buona coibentazione aumenta l’efficienza e riduce dimensioni e costi dell’impianto, ma le pompe di calore possono funzionare anche in case non perfette. Attenzione: se la casa è un colabrodo termico, la pompa dovrà essere sovradimensionata o affiancata a interventi di miglioramento.

5. Quando conviene (e quando forse no)

Conviene se:

Vuoi ridurre emissioni e dipendenza da combustibili fossili.

Hai o puoi creare un impianto a bassa temperatura (pavimento radiante, fan coil a bassa T).

Abiti in una zona con prezzi dell’elettricità competitivi o che offre tariffe dedicate.

Vuoi un sistema che fornisca anche raffrescamento estivo (multi-season benefit).

Potrebbe non essere ideale se:

La casa ha termosifoni a 70 °C senza possibili modifiche: la pompa perderà efficienza.

Hai vincoli urbanistici per il posizionamento di unità esterne o per sonde geotermiche.

I costi iniziali (installazione, eventuale adeguamento impianto) sono proibitivi senza incentivi o risparmi stimati.

6. Esempio pratico di risparmio — calcoli passo-passo (usa i tuoi numeri per essere preciso)

Esempio ipotetico: fabbisogno termico annuo della casa = 10.000 kWh.

Opzione A: pompa di calore con SCOP = 3,0 (valore realistico per molte installazioni).
Opzione B: caldaia a gas con efficienza del 90% (0,90).

Tariffe ipotetiche (sostituisci con le tue):

Prezzo elettricità: 0,25 € / kWh.

Prezzo gas naturale: 0,08 € / kWh.

Calcoli per la pompa di calore (elettricità consumata):

Energia termica richiesta = 10.000 kWh.

Con SCOP 3,0 → energia elettrica = 10.000 / 3,0 = 3.333,333... kWh.
(Calcolo digit-by-digit: 10,000 ÷ 3 = 3,333.333333...)

Costo elettrico = 3.333,333... × 0,25 € = 833,3333... € → arrotondiamo a 833,33 €.

Calcoli per la caldaia a gas (consumo gas):

Energia gas necessaria = 10.000 / 0,90 = 11.111,111... kWh.
(Calcolo: 10,000 ÷ 0.90 = 11,111.111111...)

Costo gas = 11.111,111... × 0,08 € = 888,8888... € → arrotondiamo a 888,89 €.

Risultato: risparmio annuo stimato con la pompa di calore = 888,89 € − 833,33 € = 55,56 €.

Nota importante:

Questo esempio è puramente illustrativo. Il risparmio reale dipende da SCOP effettivo, tariffe locali, eventuali incentivi, costi di manutenzione e di investimento. Se il prezzo dell’elettricità è più basso o il gas più caro, il risparmio aumenta; viceversa accade se l’elettricità è cara. Inoltre, in caso di pompe con SCOP superiori a 3 (es. geotermiche), il risparmio può diventare molto significativo.

7. Costi d’investimento e incentivi (parliamo di soldi, che è il vero amore)

Costo d’installazione (very roughly):

Pompa aria-acqua per abitazione: da qualche migliaio a qualche decina di migliaia di euro, a seconda della potenza, della qualità, e degli interventi complementari (modifica impianto, accumulo acqua calda).

Geotermica: investimento iniziale più alto per le sonde, ma efficienza maggiore e costi operativi inferiori.

Incentivi: spesso esistono agevolazioni fiscali edili ed energetiche che riducono drasticamente il costo netto (ecobonus, bonus ristrutturazioni, incentivi locali). Gli incentivi cambiano nel tempo e per area geografica, quindi è essenziale verificarli al momento della decisione.

Consiglio pratico: fai fare più preventivi (almeno 2–3) e chiedi che includano il calcolo del ritorno economico considerando incentivi e tariffe locali.

8. Installazione e integrazione con l’impianto esistente

Sostituzione completa: rimozione caldaia e posa nuova pompa con gestione riscaldamento e sanitario.

Sostituzione parziale/ibrida: pompa affiancata alla caldaia che interviene solo quando serve (temperature esterne molto basse o picchi di richiesta).

Accumulo acqua calda sanitaria: altamente consigliato per ottimizzare COP e per gestire meglio il comfort sanitario.

Adeguamento terminali: se mantieni i radiatori, verifica le temperature necessarie; potresti dover aumentare le dimensioni dei radiatori o preferire soluzioni a bassa temperatura (pavimento radiante) per ottenere il massimo dall’impianto.

Importante: la corretta progettazione termotecnica è cruciale. Non fidarti di “installiamola e vediamo”. Richiedi progetto e dimensionamento.

9. Manutenzione e durata

Manutenzione ordinaria: controllo circuito frigorifero, verifica pressione e tenute, pulizia filtri, controllo inversione estate/inverno. Frequenza: almeno una volta l’anno (meglio due per sicurezza).

Durata media: 10–20 anni per unità, ma dipende dalla qualità, utilizzo e manutenzione. I compressori e i componenti elettronici hanno aspettative di vita parecchio variabili.

Costo manutenzione: inferiore a una caldaia a gas per alcuni aspetti (niente scambiatori pieni di fuliggine), ma attenzione a eventuali riparazioni del circuito frigorifero che possono essere costose.

10. Rumore e posizione dell’unità esterna

Le unità esterne emettono rumore: controlla il dato di potenza sonora (dB(A)) e posiziona l’unità lontano da camere da letto e confini sensibili. Esistono anche carter fonoassorbenti e soluzioni di isolamento antivibrazione.

11. Refriganti e impatto ambientale

I moderni refrigeranti hanno GWP (Global Warming Potential) molto più basso rispetto al passato (es. R32 rispetto a R410A in alcuni casi), ma è importante scegliere prodotti che rispettino normative ambientali, gestire eventuali fughe e preferire installatori certificati per la gestione dei gas fluorurati.

12. Errori comuni da evitare (pratici e imbarazzanti)

Dimensionare l’impianto “a occhio” o scegliere troppo piccolo per risparmiare oggi e piangere (e pagare) domani.

Non prevedere accumulo sanitario: significa stressare la macchina e ridurre il risparmio.

Mantenere terminali a temperatura troppo alta senza adattarli: COP crolla.

Risparmiare sull’installazione: l’unità può essere buona, ma se installata male rende poco.

Pensare che la pompa risolva problemi strutturali: coibentazione e serramenti rimangono fondamentali.

13. Checklist rapida per valutare se la pompa di calore fa per te

Hai fabbisogno termico annuo stimato? (kWh)

Che tipo di terminali hai? (radiatori, pavimento radiante, fan coil)

Possibilità di accedere a incentivi fiscali nella tua zona?

Spazio per unità esterna / sonde geotermiche?

Vuoi anche raffrescamento estivo incluso?

Sei disposto a fare piccoli adeguamenti (es. accumulo, pannelli radianti) per massimizzare l’efficienza?

Hai preventivi da almeno due installatori certificati?

Se hai risposto “sì” a 4–5 di queste domande, probabilmente la pompa è una buona scelta.

14. Caldo, freddo e buon senso

Le pompe di calore non sono una pozione magica ma sono una tecnologia matura e flessibile che, se dimensionata, installata e manutenuta correttamente, può ridurre consumi e emissioni e aumentare il comfort abitativo. La convenienza economica dipende da vari fattori: SCOP reale, tariffe energetiche, incentivi, adeguamento dell’impianto e qualità dell’installazione. In parole povere: funzionano — molto — ma non funzionano da sole. Hanno bisogno di progettazione, di attenzione e di persone competenti.

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