
Sì, lo so: “messa a terra” suona come qualcosa che si fa con un rastrello nei giardini, e “scariche atmosferiche” richiama fulmini cinematografici e capelli in piedi. Ma nella realtà sono due cose che ti proteggono la vita, la casa, l’ufficio e — se sei fortunato — anche il portafogli. Qui trovi tutto quello che serve sapere: perché sono importanti oltre la normativa, quali verifiche fare, quando farle e come riconoscere i segnali che qualcosa non va. Con ironia, ma senza prendere la sicurezza alla leggera.
Perché non è solo “per rispettare la legge”
Oltre all’obbligo normativo, controllare la messa a terra e il sistema di protezione contro le scariche atmosferiche (LPS — Lightning Protection System) serve a:
Proteggere le persone: una messa a terra efficiente riduce il rischio di scosse elettriche per chi tocca parti metalliche.
Evitare incendi dovuti a correnti di guasto o a scintille da scariche.
Proteggere apparecchiature elettroniche e dati: fulmini e sovratensioni spengono server, PC, elettrodomestici e macchine d’ufficio.
Ridurre i danni economici e i tempi di fermo: meno guasti = meno fermi operativi e meno interventi d’emergenza.
Migliorare la copertura assicurativa: molte polizze richiedono sistemi certificati e manutenzione documentata per riconoscere i risarcimenti.
Aumentare il valore e la sicurezza dell’immobile: certificati e report aggiornati sono vendibili come “plus”.
Concetti base in due parole (così parli come un tecnico al bar)
Messa a terra: percorso a bassa resistenza che porta una corrente di guasto verso il suolo.
Equipotenzialità: collegare masse metalliche tra loro per evitare differenze di potenziale pericolose.
Scariche atmosferiche (LPS): sistema di captazione (aste, alberi, strutture), conduttori di discesa e dispersori di terra che gestiscono l’energia del fulmine.
SPD (Surge Protection Device): limitatori di sovratensione che proteggono gli apparecchi dalle sovratensioni indotte o dirette.
Quali verifiche fare (e cosa significano, spiegato semplice)
Ispezione visiva
Cosa: controllo dello stato meccanico di pozzetti, morsetti, cordoni, conduttori di discesa, giunti e punti di equipotenzialità.
Perché: corrosione, bulloni allentati o giunzioni ossidate sono cause frequenti di guasto.
Misura della resistenza di terra (Fall-of-Potential o clamp-on)
Cosa: misura di quanto “bene” il dispersore conduce verso terra.
Perché: resistenza troppo alta riduce l’efficacia della messa a terra.
Nota pratica: si mira a valori bassi (idealmente “a una cifra” di ohm per impianti critici; in molte situazioni resistenze ≤ 10 Ω sono considerate accettabili), ma il valore target dipende dal sito, dalla normativa e dall’uso.
Prova di continuità e resistenza dei conduttori di protezione
Cosa: verifica che tutte le masse e i conduttori di protezione siano elettricamente continui e senza interruzioni.
Perché: un conduttore interrotto nullifica la protezione.
Test del sistema di equipotenzialità
Cosa: verificare che tutte le masse (gas, acqua, strutture metalliche) siano correttamente collegate.
Perché: evita differenze di potenziale pericolose.
Verifica degli SPD (limitatori di sovratensione)
Cosa: controllo visivo (LED/status), misure di resistenza e test di sostituzione se lo stato è compromesso.
Perché: gli SPD si degradano dopo eventi o con il tempo; un indicatore “verde” non basta sempre: controlla le date e lo storico.
Controllo delle discesa/funi dell’impianto LPS
Cosa: continuità elettrica della discesa, assenza di interruzioni, fissaggi adeguati.
Perché: il fulmine cerca il percorso più corto: serve una discesa sicura e continua.
Prova di intervento degli interruttori differenziali e di protezione
Cosa: test di scatto (tempo e corrente residua) degli interruttori differenziali (RCD).
Perché: assicurano protezione contro la corrente di dispersione; un RCD testato regolarmente è un salvavita.
Misurazioni di loop/impedenza d’anello (se richiesto)
Cosa: verifica che la corrente di guasto trovi una via con impedenza sufficiente per far intervenire il dispositivo di protezione.
Perché: evita correnti di guasto troppo basse per far scattare i dispositivi.
Verifiche specifiche per la protezione contro le scariche atmosferiche (LPS)
Ispezione dell’aria di captazione: integrità delle aste o dei dispositivi di captazione.
Continuità delle discesa: test elettrico su ogni discesa; le saldature o giunti corrotti sono pericoli.
Connessione dispersori / collettori: controllare che tutti i dispersori (pluviometrie, trafori, ecc.) siano collegati e funzionanti.
Verifica del sistema di messa a terra dedicato LPS: a volte il LPS ha un dispersore separato: occorre misurarlo e valutarne l’interazione con la restante terra dell’edificio.
Check SPD lato rete e lato carico: SPD appropriati e ben coordinati (Type 1, 2, 3 dove necessari).
Frequenza delle verifiche — una regola pratica (e flessibile)
Ispezione visiva: annuale (almeno).
Misure elettriche complete (resistenza di terra, continuità, test RCD, verifica SPD): ogni 1–3 anni a seconda dell’importanza dell’impianto e dell’ambiente (ambienti corrosivi o critici → controlli più frequenti).
Dopo eventi significativi: ogni volta che c’è stato un fulmine forte nelle vicinanze, lavori strutturali, scavi, ristrutturazioni o interventi sull’impianto elettrico.
Per impianti industriali/critici: piani di manutenzione personalizzati; spesso controlli annuali obbligatori.
Nota: le scadenze precise possono essere dettate da norme tecniche o da richieste assicurative: chiedi sempre il riferimento normativo al tecnico che effettua il controllo.
Strumenti usati dai tecnici (e come capisci che non stanno improvvisando)
Terra tester (analogico o digitale) per fall-of-potential; clamp-on earth tester per misure senza scavo.
Insulation tester (megger) per la resistenza di isolamento.
Tester per loop/impedenza e tester RCD per misure funzionali di protezione.
Pinze amperometriche, multimetri, termocamere (per punti caldi), pinze per continuità.
Strumenti per il test SPD o controllo visivo degli indicatori.
Se il tecnico non mostra il proprio strumento o si rifiuta di lasciare un report, suona un campanello d’allarme.
Vantaggi pratici oltre la conformità normativa
Riduzione dei guasti elettronici: server, inverter fotovoltaici, sistemi di allarme e PLC ringraziano.
Meno interruzioni di servizio: fondamentale per uffici, negozi, studi professionali.
Minori costi assicurativi (o meno problemi in caso di sinistro): documentazione = prova di diligenza.
Maggiore sicurezza per il personale e minori rischi legali per il datore di lavoro.
Maggiore serenità in caso di temporali spettacolari.
Piccoli accorgimenti e “quick wins” che puoi fare subito
Assicurati che scavi o lavori in giardino non abbiano tagliato i conduttori di terra.
Controlla visivamente i pozzetti della terra: acqua stagnante, corroded clamps? segnala.
Verifica che le masse metalliche (rubinetti, condotte, ringhiere) siano connesse all’equipotenzialità dove previsto.
Usare SPD sul quadro generale e su punti sensibili (elettronica critica, server).
Dopo un temporale molto forte richiedi un controllo: un fulmine vicino può degradare SPD o frammentare giunti.
Cosa chiedere al tecnico / cosa deve contenere il rapporto
Domande utili:
Quali test eseguirai (elenca quelli sopra)?
Quale strumentazione userai? (modello e taratura).
A quali norme fai riferimento? (es. CEI/IEC — chiedi il riferimento).
Entro quanto tempo consegnerai il rapporto?
Quali azioni consigli se i valori non sono conformi?
Il rapporto dovrebbe contenere:
elenco delle prove eseguite e strumenti usati;
valori misurati (resistenza di terra, risultati RCD, continuità) con tolleranze;
fotografie dei punti critici;
data e firma del tecnico;
piano di interventi correttivi e priorità;
data suggerita per la prossima verifica.
Errori comuni (che generano drammi evitabili)
Non documentare le verifiche → problemi con assicurazioni.
Ignorare i segnali post-temporale: SPD spenti, apparecchi che “scattano” più spesso.
Usare morsetti/collari non idonei o non saldati nelle discesa LPS.
Confondere messa a terra funzionante con “messo lì”: la qualità conta, non solo la presenza.
Non considerare l’interazione tra impianto LPS e impianto elettrico (coordinamento assorbitori, equipotenzialità).
Caso pratico rapido (per capire il rischio)
Immagina il cattivo sceriffo: un fulmine colpisce il tetto, la corrente cerca la via verso terra. Se la discesa è corrotta, la corrente salta su tubi, condutture e involucri metallici. Se le masse non sono a potenziale comune, qualcuno che tocca due oggetti diversi rischia di ricevere una scossa pericolosa. Se gli SPD sono degradati, il server aziendale prende una sovratensione e saluta la tua produttività per giorni. Prevenire costa molto meno che riparare.
Conclusione (seria ma con una battuta finale)
La messa a terra e la protezione contro le scariche atmosferiche non sono l’argomento più sexy di un catalogo, ma sono tra i pochissimi lavori che ti evitano di dover piangere su un PC fulminato… o peggio. Un impianto controllato, con report chiaro e manutenzione programmata, è investimento in sicurezza, risparmio e tranquillità.
Se vuoi, Gruppo Impianti Ristrutturazioni può occuparsi di:
sopralluogo e valutazione rischio fulmini;
misurazioni e report dettagliati;
installazione o aggiornamento SPD e impianti di terra;
piano di manutenzione periodica su misura.
Portaci la planimetria del sito, le ultime misurazioni (se le hai) e la lista dei dispositivi critici: ti prepariamo un preventivo e un calendario di verifiche — con il certificato in mano e l’ironia garantita, ma i rischi no.

